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Piano di riabilitazione: è scontro aperto
Professioni e associazioni contro il ministero

Roma, 11 febbraio 2011 - Come annunciato, l'Associazione Italiana Fisioterapisti (AIFI) ha già iniziato la sua azione per contrastare il piano di indirizzo per la Riabilitazione. Toscana, Veneto, Puglia, Friuli Venezia Giulia, e a breve in tutte le Regioni italiane, sono già operative, attraverso contatti con gli assessorati competenti, al fine di impedirne l'applicazione. Una iniziativa che vede l'Associazione Fisioterapisti (AIFI) e la Federazione di Logopedisti Italiani (FLI) a fianco di Cittadinanzattiva e di molte associazioni per i diritti delle persone con disabilità riunite in FISH.

"Avevamo da subito annunciato la nostra contrarietà alla Conferenza Stato-Regioni e al Ministero - spiega il presidente AIFI, Antonio Bortone - affinché ci fosse un ripensamento e un approfondimento su molte tematiche contenute nel Piano. Avevamo più volte sollecitato il Sottosegretario, on. Martini, ad un confronto chiaro e costruttivo. Non è servito. E allora possiamo già annunciare che utilizzeremo ogni strumento legale atto a neutralizzare il tentativo di applicare questo piano, non condiviso e non utile ai professionisti ed ai pazienti, ma solo ad alcune componenti mediche. Ci impegneremo da subito ad analizzare adeguatamente tutte le eventuali delibere attuative delle Regioni ed a valutarne eventuali termini d’illegalità rispetto alle Linee guida del 1998, che intendiamo difendere e confermare nei principi e nella valorizzazione della multiprofessionalità. Riteniamo si sia sprecata una valida occasione di aggiornamento culturale delle vigenti Linee guida. Probabilmente è mancata una reale visione globale e soprattutto una sostanziale onestà intellettuale. Questo piano non è praticamente condiviso da nessuno di coloro che in questo settore opera concretamente e soprattutto non è condiviso da coloro che realmente affrontano i problemi della riabilitazione, siano Medici o Professioni Sanitarie. Accanto ai Cittadini, come sempre, saremo più forti del corporativismo, dell’autoreferenzialità e dell’ingiustizia sociale. La riabilitazione è una cosa seria e non può esser oggetto di baratto di potere”.

Ufficio stampa AIFI CB-Com
Carlo Buffoli